IL PIANOFORTE, L’ARTE, LA VITA
Nel 1837 Liszt scriveva: il pianoforte è per me ciò che la nave è per il marinaio e il cavallo per l’arabo; più ancora: la mia lingua, la mia vita, il mio io. Proseguendo nella lettura, avremo modo di conoscere la vita dell’artista, l’influenza di pensiero che ha dato con la sua musica, le collaborazioni con musicisti di quell’epoca, i pianoforti che amava suonare, la catalogazione dell’intero repertorio compositivo, e ci soffermeremo in particolare su una composizione, la Rapsodia ungherese N. 2.