Brano originale per Orchestra di fiati
Notte di Dicembre a Cefalù
(nome Greco di Cefalù)
Per le vie e viuzze della mia Cefalù, fin dai primi anni del novecento, nei giorni che precedono il Santo Natale, tra i suoni del vento, della pioggia e dello sciabordio delle onde, puoi sentirla. Da piccolo, in quel periodo, quando di notte la udivo, mi precipitavo giù dal letto e mi lasciavo cullare da quella dolce melodia, dalle sue note e dalle sue parole. Crescendo, da ragazzo, anch’io percorrevo i vicoli del mio paese, intonandola… É la “Ninnaredda” , un canto strofico con introduzione musicale in cui i personaggi, i musicisti e la gente del paese rendono omaggio, con i loro doni, al “Bambineddu” appena nato, manifestandogli il loro amore e la loro adorazione. Il testo, nato probabilmente da una antica novena di origini popolari, veniva accompagnato dalla musica composta da Rocco Cambiasi. In questa rielaborazione ho voluto dare la mia visione della melodia della “Ninnaredda” . Ho collocato, idealmente, il brano in un periodo in cui le vie del centro storico del borgo marinaro erano percorse unicamente a piedi, oppure a dorso di mulo. Giocando con ritmi e atmosfere diverse, date dal connubio di alcuni impasti sonori, ho rielaborato la "Ninnaredda" , utilizzando alcuni suoni della natura. E così, alla melodia ed alle parole ho inserito il suono del vento e del mare; ed è così che al ticchettio della pioggia si affianca il rintocco delle campane, al rumore degli zoccoli dei muli si mescola quello delle onde del mare che si infrangono tra gli scogli. Il tutto cercando di rievocare una notte di dicembre, di tanti anni fa, tra le stradine di Cefalù.